Archivio per ottobre 2011

09
ott
11

L’ex geometra crea la scarpa del campione

 

Il Giornale di Vicenza – 9 ottobre 2011 – pagina 21

Nicola Rezzara

Lasciare un lavoro sicuro per inseguire un sogno interrotto otto anni prima è difficile.
Battere la concorrenza di centinaia di nuovi colleghi al primo tentativo è quasi impossibile.
C’è riuscito Vanni Scapin, 28enne designer di Castegnero che fino a poco poco tempo fa lavorava come geometra.
Due anni fa ha lasciato il lavoro per iscriversi ad una scuola di design a Padova e qualche giorno fa ha vinto un concorso europeo lanciato dall’Emerica, una nota marca di scarpe da skateboard californiana con sede a Lake Forest, per creare il modello per il suo atleta di punta, il 22enne Brandon Westgate.
Il disegno bicolore nero e oro di Scapin è stato giudicato dall’atleta americano il migliore fra i circa 400 modelli creati da grafici di tutta Europa.
Ora le scarpe saranno prodotte e messe in commercio e verranno indossate da Westgate nelle gare di skateboard e nei video promozionali.
«Il mio sogno era fare il designer – spiega Scapin – ma non riuscii a passare l’esame di ammissione allo Iuav di Venezia otto anni fa. Così ho iniziato a lavorare come geometra. L’anno scorso ho deciso di investire quello che avevo messo da parte in anni di lavoro per frequentare la Scuola italiana design di Padova per avere il diploma. Sono al secondo dei tre anni di lezioni e sono tornato studente a tempo pieno. Qualche mese fa per caso in Facebook ho visto la pubblicità del concorso europeo dell’Emerica e ho deciso di partecipare per curiosità. Ma mai avrei pensato di vincere con così tanta concorrenza».
Per Scapin nessun premio in denaro, alcune paia di scarpe con il suo disegno in omaggio e, soprattutto, la soddisfazione di sapere che la sua creatura sarà in vendita sugli scaffali dei negozi di scarpe europei e americani e comparirà nei video di Westgate che in internet contano centinaia di migliaia di visite da tutto il mondo.
Il primo è già on line nel sito Youtube (titolo: “Brandon Westgate selects winner emerica’s Design a Westagte”) ed ha già superato le ottomila visite in pochi giorni; mentre nel video scorrono le immagini del modello disegnato dal vicentino, l’atleta annuncia: «Il vincitore che ho scelto – spiega Westgate in inglese – si chiama Vanni Scapin. Grazie, veramente un bel lavoro».

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qui sotto il video di Youtube in cui Brandon Westgate annuncia che il vincitore del concorso è Vanni Scapin

06
ott
11

Wikipedia si sospende per protesta. Poi la Camera apre uno spiraglio

Il Giornale di Vicenza – 6 ottobre 2011 – pagina 26

Nicola Rezzara

Wikipedia si mette il bavaglio per protesta. La versione in italiano della celebre enciclopedia in internet, creata da migliaia di utenti che quotidianamente scrivono nuove voci e integrano e aggiornano quelle esistenti, da due giorni è inaccessibile per la contestazione dei “wikipediani” contro il disegno di legge sulle intercettazioni in discussione in parlamento che metterebbe a rischio l’esistenza dell’enciclopedia condivisa. Una decisione clamorosa condivisa anche dagli utenti vicentini.
«Cara lettrice, caro lettore – si legge nell’unica pagina accessibile del sito in italiano – in queste ore Wikipedia in lingua italiana rischia di non poter più continuare a fornire quel servizio che nel corso degli anni ti è stato utile e che adesso, come al solito, stavi cercando. La pagina che volevi leggere esiste ed è solo nascosta, ma c’è il rischio che fra poco si sia costretti a cancellarla davvero».
Nel mirino dei wikipediani c’è “il comma 29 del ddl” che recita: «Per i siti informatici, ivi compresi i giornali quotidiani e periodici diffusi per via telematica, le dichiarazioni o le rettifiche sono pubblicate, entro quarantotto ore dalla richiesta, con le stesse caratteristiche grafiche, la stessa metodologia di accesso al sito e la stessa visibilità della notizia cui si riferiscono».
«Dispiace creare questo disservizio per milioni di utenti, ma la nostra è una protesta estrema che vuole portare l’attenzione sui risvolti del decreto legge – spiega Luca Menini, wikipediano vicentino -. L’obiettivo è la promozione della cultura libera e non si sa se potremo farlo anche in futuro in Italia. Il decreto legge prevede l’obbligo di pubblicare rettifiche senza bisogno dell’intervento di un giudice terzo».
«Di norma sono pochissime le pagine contestate che creano problemi – sottolinea Menini – perchè i contenuti diventano oggettivi e neutrali proprio perchè sono il frutto del confronto di tutti gli utenti. Con il ddl in discussione questo procedimento basato sul confronto che ha sempre funzionato non sarà più possibile, snaturando lo spirito di Wikipedia». «In base al comma 29 – si legge nella nota di Wikipedia in italiano – chiunque si sentirà offeso da un contenuto presente su un blog, su una testata giornalistica on-line e, molto probabilmente, anche qui su Wikipedia, potrà arrogarsi il diritto, indipendentemente dalla veridicità delle informazioni ritenute offensive, di chiedere l’introduzione di una “rettifica”, volta a contraddire e smentire detti contenuti, anche a dispetto delle fonti presenti». «L’obbligo di pubblicare fra i nostri contenuti le smentite – dicono i wikipediani – senza poter addirittura entrare nel merito delle stesse e a prescindere da qualsiasi verifica, costituisce per Wikipedia una inaccettabile limitazione della propria libertà e indipendenza: tale limitazione snatura i principi alla base dell’enciclopedia libera e ne paralizza la modalità orizzontale di accesso e contributo, ponendo di fatto fine alla sua esistenza come l’abbiamo conosciuta fino a oggi». «Wikipedia è già neutrale – conclude il comunicato – Perchè neutralizzarla?»”. La protesta sembra aver ottenuto l’effetto sperato: ieri in commissione giustizia della Camera è stato approvato all’unanimità un testo proposto da Roberto Cassinelli del Pdl che prevede l’obbligo di rettifica solo per i siti di informazione registrati ai sensi della legge sulla stampa e quindi non per Wikipedia. La modifica sarà oggetto di discussione della Camera.

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06
ott
11

Computer rotto. Apple battuta da un vicentino

Il Giornale di Vicenza – 6 ottobre 2011 – pagina 26

Nicola Rezzara

Davide batte Golia, il giudice di pace di Vicenza dà ragione al piccolo consumatore contro la Apple.
Protagonista della vicenda è Nils Calasanzio, 22enne arzignanese che da alcuni mesi vive in Francia per motivi di studio. Nel dicembre del 2005 acquista in un negozio monomarca di Vicenza della Apple, l’azienda informatica fondata da Steve Jobs con sede a Cupertino negli Stati Uniti, un computer a 1.300 euro. Quasi due anni dopo, nel settembre del 2007, sul monitor del computer compaiono due righe verticali che ne rendono impossibile l’utilizzo.
“Per fortuna ci sono due anni di garanzia” pensa il ragazzo che torna nel negozio dove aveva acquistato il computer per chiedere la riparazione o la sostituzione dell’apparecchio non funzionante. Ma il responsabile del punto vendita gli risponde che deve pagare la riparazione o acquistare un nuovo computer perchè la garanzia della casa madre Apple vale un anno, e non due come previsto dalla legge italiana.
“A quel punto – spiega Nils Calasanzio – ho pensato che non era giusto pagare per riparare o riacquistare un bene che secondo la normativa italiana sicuramente era ancora in garanzia. Ho comprato il computer in un negozio in Italia e non in Internet facendolo arrivare dagli Stati Uniti. Quindi deve valere la legge italiana e non quella che intende applicare la casa produttrice. Così ho scelto di rivolgermi ai legali dell’associazione per la difesa dei consumatori Adusbef; l’ho fatto per una questione di principio, non solo per me ma anche per creare un precedente per chi ha acquistato un computer Apple”.
Fallito un tentativo di accordo stragiudiziale, l’Adusbef porta la vicenda di fronte al giudice di pace di Vicenza Maria Grazia Nupieri che conferma l’applicabilità della normativa italiana e condanna il rivenditore a restituire la somma pagata per l’acquisto del computer e a rifondere a Nils Calasanzio anche la somma sostenuta per l’acquisto di alcuni componenti installati su un altro computer utilizzato in sostituzione di quello difettato.
“Come per Nils Calasanzio, anche per tutti i consumatori che hanno acquistato beni di consumo sul territorio italiano, anche se prodotti all’estero, vale la garanzia di due anni come previsto dalla legge italiana – spiega l’avvocato Elisabetta D’Este dell’associazione di consumatori Adusbef che ha sede a Vicenza in corso Palladio – Il venditore è responsabile per qualsiasi difetto di conformità del bene che si verifichi entro due anni dalla consegna con conseguente possibilità per l’acquirente di chiedere le dovute riparazioni o sostituzioni nonché la risoluzione del contratto”.
Calasanzio non è l’unico a contestare la garanzia Apple. Pochi giorni fa l’Antitrust, su segnalazione del Centro di ricerca e tutela dei consumatori e degli utenti, ha avviato una procedura nei confronti di Apple per la garanzia dimezzata proposta dai rivenditori.
“Non ha importanza se il rivenditore coincide con il produttore o meno – ha precisato l’Antitrust in una nota – Una volta che l’utente acquista il dispositivo in Italia, quel dispositivo deve essere garantito per due anni. Sarà poi un problema del rivenditore, se diverso dal produttore, stabilire un accordo con quest’ultimo. Ma non è certo una questione che può ricadere sulle spalle del consumatore”. Al termine dell’indagine dell’autorità garante della concorrenza e del mercato, i rivenditori presi di mira potrebbero vedersi comminata una multa tra i 5.000 e i 500.000 euro. “Ci speravo, ma non ero così sicuro di vincere contro un gigante come la Apple – commenta Calasanzio – È una bella soddisfazione, non solo per la cifra che non dovrò spendere per riparare il computer ma anche perché spero che questa sentenza possa essere di aiuto anche ad altri”.

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05
ott
11

Il treno tedesco non ferma in città. I consumatori ricorrono all’Europa

 

Il Giornale di Vicenza – 5 ottobre 2011 – pagina 12

Nicola Rezzara

Un regalo a Trenitalia in contrasto con le leggi che regolano la concorrenza e tutelano i diritti degli utenti. Il Centro tutela utenti consumatori di Bolzano (Ctcu) prende di mira il mancato stop del treno DB-ÖBB EuroCity a Vicenza e chiede l’intervento dall’Autorità garante della concorrenza e del mercato e del Commissario Europeo per i trasporti.
Secondo l’associazione di consumatori la scelta di escludere le tre stazioni dall’elenco della fermate garantirebbe di fatto a Trenitalia di mantenere il monopolio. Una decisione assunta dal ministero che ha snobbato la disponibilità del consorzio italo-austriaco-tedesco che gestisce gli EuroCity di includere anche la stazione di Vicenza fra le fermate programmate.
In un comunicato il Ctcu ripercorre le tappe della vicenda, partendo dalla decisione del ministero delle infrastrutture e dei trasporti guidato da Altero Matteoli di impedire le fermate intermedie per il 2010-2011 del treno gestito dal consorzio formato dalla tedesca Deutsche Bahn, dalle Ferrovie Federali Austriache e dalla società italiana Le Nord sulle tratte che collegano Monaco di Baviera e Innsbruck a Milano, Bologna e Venezia. In seguito alle proteste, lo scorso giugno sono state ripristinate le fermate in alcune stazioni della tratta Monaco-Venezia (Bolzano, Trento, Rovereto e Verona) lasciando però fuori dall’elenco delle ripescate Vicenza (e fino al prossimo dicembre Padova e Venezia-Mestre) che può essere servita solamente da Trenitalia. Una scelta che ha scatenato le proteste di istituzioni, politici e categorie del Vicentino con tanto di annunci di interrogazioni in Parlamento e segnalazioni all’Antitrust.
«La decisione – si legge nel comunicato dell’associazione – di escludere dalle fermate Vicenza, Padova e Mestre è del tutto arbitraria e lesiva dei diritti e degli interessi degli utenti del servizio ferroviario. La decisione comporta il perpetuarsi di una situazione di monopolio ferroviario nei territori di Vicenza, Padova e Mestre da parte di Trenitalia e del Gruppo Ferrovie dello Stato, che impedisce il libero esplicarsi di una vera e propria concorrenza di settore».
Fra le motivazioni della richiesta di intervento delle autorità a tutela della concorrenza e dei consumatori c’è la disparità di trattamento per le tratte Monaco-Milano e Monaco-Venezia: «Non si comprende inoltre – scrive il Ctcu – la disparità di trattamento riservata alle tre città venete se rapportata alla previsione, invece, di diverse fermate (Milano Lambrate, Brescia, Desenzano, Peschiera del Garda) lungo la tratta Milano-Monaco degli stessi treni DB-ÖBB». Perciò il Ctcu ha deciso di interessare «l’Autorità per la concorrenza ed il mercato ed il commissario europeo competente, affinché valutino se questi comportamenti violino le regole a tutela della concorrenza e dei diritti di consumatori e utenti».
Nel sito della Db-Bhan (www.bhan.com) si legge l’avviso di ripescaggio per due delle tre escluse citate dal Ctcu: «Sarà comunicata appena possibile la data in cui i treni DB-ÖBB EuroCity saranno in grado di effettuare le fermate di Padova e Venezia Mestre».
La direttrice dell’ufficio marketing e comunicazione della DB-ÖBB, Kerstin Schönbohm, conferma la partenza del servizio nelle fermate di Padova e Mestre («i treni si fermeranno nelle due stazioni dal prossimo 11 dicembre») e l’esclusione di Vicenza: «La decisione di escludere Vicenza dalle fermate è stata presa dall’ufficio regolazione servizi ferroviari del ministero – spiega – Noi non possiamo fare altro che adeguarci a questa scelta».
«Il ricorso all’Antitrust e al Commissario Europeo? Lo inviino – conclude – agli uffici che hanno preso quella decisione, non a noi che siamo costretti ad accettarla».

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03
ott
11

Francesca Vignaga negli Usa disegna la leggenda degli zombie

Il Giornale di Vicenza – 3 ottobre 2011 – pagina 46

Nicola Rezzara

Dalle origini haitiane all’epopea hollywoodiana. La storia degli zombie, termine caraibico che indica i “morti viventi” delle cerimonie tradizionali in nelle isole tropicali, è stata illustrata dall’artista arzignanese Francesca “Dafne” Vignaga per il libro “The legend of the zombie” scritto da Thomas Kingsley Troupe e pubblicato dalla casa editrice americana Picture Window Book.
Nelle 32 pagine del libro l’artista vicentina delinea attraverso 24 illustrazioni l’evoluzione della leggenda dei morti viventi: dagli stregoni chiamati “bokor” di Haiti che attraverso riti voodoo riducevano gli uomini allo stato di zombie, ai film americani dove protagonisti sono i morti viventi in lotta con gli umani, dal primo “L’isola degli zombies” degli anni ’30 alla celebre saga cinematograficca dedicata ai morti viventi dal regista George Romero.
L’approdo sul mercato americano di Francesca Vignaga rappresenta un distacco dagli ultimi lavori pubblicati in Italia anche nello stile. Le sue ultime opere, “Ridi Coniglio” per la Giunti e “Le dieci Marie e l’angelo bambino” per le Edizioni Paoline, erano caratterizzate da immagini dai colori vivaci e atmosfere fiabesche. Nel libro sugli zombie, invece, per il tema trattato le atmosfere sono cupe e i personaggi ricchi di mistero.
Per l’illustratrice arzignanese si tratta dell’ennesima pubblicazione di una carriera iniziata editorialmente fuori dall’Italia, con favole illustrate per case editrici di Malesia e Taiwan.
«È stata un’esperienza molto interessante – commenta Francesca Vignaga – confrontarmi con il tema degli zombie, che non facevano parte del mio repertorio, La casa editrice ha apprezzato molto i miei lavori e per loro sto realizzando un altro libro questa volta dedicato agli Ufo che dovrebbe essere pubblicato il prossimo gennaio».
Oltre ad un nuovo libro per il mercato americano, Francesca Vignaga sta illustrando una fiaba per una casa editrice italiana, l’uscita è prevista a Natale, e si sta specializzando nel body painting.

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(clicca qui) per visitare il sito di Francesca Dafne Vignaga

qui sotto la copertina del libro




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