Il Giornale di Vicenza – 6 ottobre 2011 – pagina 26
Nicola Rezzara
Wikipedia si mette il bavaglio per protesta. La versione in italiano della celebre enciclopedia in internet, creata da migliaia di utenti che quotidianamente scrivono nuove voci e integrano e aggiornano quelle esistenti, da due giorni è inaccessibile per la contestazione dei “wikipediani” contro il disegno di legge sulle intercettazioni in discussione in parlamento che metterebbe a rischio l’esistenza dell’enciclopedia condivisa. Una decisione clamorosa condivisa anche dagli utenti vicentini.
«Cara lettrice, caro lettore – si legge nell’unica pagina accessibile del sito in italiano – in queste ore Wikipedia in lingua italiana rischia di non poter più continuare a fornire quel servizio che nel corso degli anni ti è stato utile e che adesso, come al solito, stavi cercando. La pagina che volevi leggere esiste ed è solo nascosta, ma c’è il rischio che fra poco si sia costretti a cancellarla davvero».
Nel mirino dei wikipediani c’è “il comma 29 del ddl” che recita: «Per i siti informatici, ivi compresi i giornali quotidiani e periodici diffusi per via telematica, le dichiarazioni o le rettifiche sono pubblicate, entro quarantotto ore dalla richiesta, con le stesse caratteristiche grafiche, la stessa metodologia di accesso al sito e la stessa visibilità della notizia cui si riferiscono».
«Dispiace creare questo disservizio per milioni di utenti, ma la nostra è una protesta estrema che vuole portare l’attenzione sui risvolti del decreto legge – spiega Luca Menini, wikipediano vicentino -. L’obiettivo è la promozione della cultura libera e non si sa se potremo farlo anche in futuro in Italia. Il decreto legge prevede l’obbligo di pubblicare rettifiche senza bisogno dell’intervento di un giudice terzo».
«Di norma sono pochissime le pagine contestate che creano problemi – sottolinea Menini – perchè i contenuti diventano oggettivi e neutrali proprio perchè sono il frutto del confronto di tutti gli utenti. Con il ddl in discussione questo procedimento basato sul confronto che ha sempre funzionato non sarà più possibile, snaturando lo spirito di Wikipedia». «In base al comma 29 – si legge nella nota di Wikipedia in italiano – chiunque si sentirà offeso da un contenuto presente su un blog, su una testata giornalistica on-line e, molto probabilmente, anche qui su Wikipedia, potrà arrogarsi il diritto, indipendentemente dalla veridicità delle informazioni ritenute offensive, di chiedere l’introduzione di una “rettifica”, volta a contraddire e smentire detti contenuti, anche a dispetto delle fonti presenti». «L’obbligo di pubblicare fra i nostri contenuti le smentite – dicono i wikipediani – senza poter addirittura entrare nel merito delle stesse e a prescindere da qualsiasi verifica, costituisce per Wikipedia una inaccettabile limitazione della propria libertà e indipendenza: tale limitazione snatura i principi alla base dell’enciclopedia libera e ne paralizza la modalità orizzontale di accesso e contributo, ponendo di fatto fine alla sua esistenza come l’abbiamo conosciuta fino a oggi». «Wikipedia è già neutrale – conclude il comunicato – Perchè neutralizzarla?»”. La protesta sembra aver ottenuto l’effetto sperato: ieri in commissione giustizia della Camera è stato approvato all’unanimità un testo proposto da Roberto Cassinelli del Pdl che prevede l’obbligo di rettifica solo per i siti di informazione registrati ai sensi della legge sulla stampa e quindi non per Wikipedia. La modifica sarà oggetto di discussione della Camera.
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